16.09.2020 18:49

TOH L'AMALIA AL DUNQUE

I
Mi è  piovuta addosso,
nel modo d'essere dell'Occidente,
l'elegia dell'età novembrina.
Sorrisi di foglie rosse che vanno
in valzer col colore che le regge
... e poi la terra, come pensieri
"che si sa sono troppi gli orologi
e le ore lapidate senza orgoglio:
tutte con un ricordo sotto il braccio".
 
II
Toh l'Amalia al dunque ritagliato
tra la Darsena acquaforte stinta
e il Ticinese brivido gran chiasso
dipinta sul muro dei vent'anni.
Mano inesperta ti fece un guasto
lo sberleffo di un filo di colorelu
ngo come il treno che dentro l'alba
Toh l'Amalia al dunque... 
Alla Bovisa precaria si sbaracca:
fabbriche licenziate e senza infissi.
 
III
Stava lo schioppo teso
a respingere le notti sguaiate
di angeli e diavoli. Poveri i più.
Di sotto reclinava il corpo e l'ossa
l'uomo dei limoni smesso il sentire.
 
IV
Nel giorno grido e squasso
evviva quelle tue curve molli
dei tuoi enormi vent'anni azzurri.
V
Un gran sole esotico per Natale
eri la guida e un rompicapo
andavi avanti ferma sui mattoni
sicura come un tram
incerta come un'emicrania antica.
Toh l'Amalia al dunque 
... e ti lasciammo andare
senza saperne il nome:
ti uccise la mano grigia e opaca
d'un misero pittore comunale.
 
VI
Poi tra questo e quello,
l'uomo dei limoni morto davvero
(furtivo come una sirena di paure),
per nostri tondi antichi
si andò sotto al buio
(come dire trafori)
 
VII
Stanno di cinta alla città
certe corti custodi
di micragnosi delitti
di lesa sapienza:
come dire emicrania,
un cerchio alla testa.
Toh  l'Amalia al dunque 
 
VIII
Poi, per vie malmesse,
ma scovate dolci curve
(che gran cosa fa mai l'esperienza!),
come dire un caso,
eccoci là  sull'aia
con la figlia dei tuoi vent'anni
(come sta larga nei miei sogni)
un lampo che si fila via
per tunnel sotterranei: trasferimenti.
 
IX
Fu certo quello il toh, 
sceso da tempo dal muro dei vent'anni,
che ti riaccese fortedecisa e fiera al Ticinese.
 
X
Te beatache ancora porgi
sorrisi lunari!

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ADELIO RIGAMONTI