28.05.2020 13:55

SETTEMBRE/TEATRO PARENTI/OPERA PANICA/4,5/5

AL PARENTI UN'OPERA PANICA CHE LIEVITA

Avevo già avuto modo di vedere e apprezzare il cabaret tragico di Opera panica di Alejandro Jodorowsky  tempo fa, sempre al Teatro Franco Parenti, come spettatore, infatti la recensione fu redatta per la nostra testata da Claudia Pinelli. Il rivederlo mi ha confermato nel mio giudizio generale di allora: Opera panica è visionaria, surreale, cinica, folle col suo pastiche di selezionate piccole piéces, ma è alla fine decisamente gradevole e intelligente.
Risultati immagini per OPERA PANICA PARENTIIl regista Cherstich confeziona e propone una scatola dai congegni, in questa edizione, veramente perfetti fin dall’inizio quando l’eccellente Loris Fabiani, attraverso un vetro deformante, recita un prologo che subito immette lo spettatore in una dimensione assurda o, per far riferimento al titolo, panica. Una dimensione che avvolge il pubblico per tutto lo spettacolo nel susseguirsi di sketch , brevi e immediati o lunghi che siano,  assolutamente senza pause. Tutti gli sketch sono alti e ben costruiti a testimoniare l’assoluta genialità dell’autore cileno naturalizzato francese. Sarebbero da citare tutti, perché in ognuno vi è un qualcosa di apprezzabile. La cattiveria cinica che si ritrova in il padrone e i suoi servi o nell’esemplare e quasi perversa Cena di famiglia la si può percepire quasi fisicamente.
Ho volutamente indicato due episodi in cui sono presenti tutti gli attori dello splendido cast al quale l’inserimento di Francesco Brandi conferisce un quid in più di distaccato surrealismo. Sempre perfetti Loris Fabiani e Francesco Sferrazza Papa anche a tener dietro a una scatenata e esplosiva Valentina Picello. Da sottolineare anche la felice operazione del regista Fabio Cherstich d’aver maggiormente valorizzato i musici cantattori  Duperdu (Marta Marangoni, dalla duttile vocalità e l’istrionico Fabio Wolf) che con bravura e mestiere si incernierano maggiormente, rispetto alla scorsa edizione, nel resto del gruppo e superando il vecchio limite di essere quasi solo una sorta di collante tra un episodo e l’altro.
Considerato quanto sia lievitato lo spettacolo cresce l’attesa di vedere la seconda parte di Opera Panica che sarà proposta nel prossimo aprile. Per ora consiglio di non perdere questo godibilissimo cabaret tragico. (a.r.)

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ADELIO RIGAMONTI