OTTOBRE/PICCOLO TEATRO PAOLO GRASSI/MISTERO BUFFO 50/4,5/5

28.05.2020 16:09

CINQUANT’ANNI E NON LI DIMOSTRA

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Mistero buffo riempirà di storie e di memorie fino al 20 ottobre il Piccolo teatro Paolo Grassi, dove il gran testo di Dario Fo non fu mai rappresentato. Ci arriva nel cinquantesimo della sua prima rappresentazione grazie a Mario Pirovano. Mistero buffo è uno degli spettacoli più rappresentati al mondo e anche grazie a questo testo conosciutissimo Dario Fo fu insignito del Premio Nobel nel 1997. Mistero buffo fu un’opera originale che influenzò molti autori e attori e  può essere considerato il primo modello alto del teatro di narrazione, sviluppato in seguito da attori-narratori come, per citare forse il più famoso, Paolini. La grande straordinaria differenza che ha sempre separato e tuttora separa gli spettacoli di Fo dagli spettacoli di narrazione successivi è senza dubbio il diverso uso del corpo e delle potenzialità sceniche dell’attore. Un diverso uso del corpo e grandi potenzialità sceniche che Mario Pirovano ripropone con maestria ed efficacia.
Lo spettacolo è stato preceduto, come accadrà ogni sera, dall’introduzione di un personaggio famoso legato in qualche modo a Fo, per la prima sera scontato che tale personaggio fosse il figlio Jacopo, che, tra ricordi personali, ha citato anche il famosissimo componimento di Ciullo d’Alcamo Rosa fresca aulentissima che spesso ha aperto le rappresentazioni di Mistero buffo; il componimento era assente nella prima rappresentazione e anche ieri sera Mario Pirovano non l’ha inserito nella scelta di brani da proporre al pubblico del Piccolo.
Nella proposta per il cinquantenario sono stati inseriti Resurrezione di Lazzaro, La fame dello Zanni, La nascita del giullare, Bonifacio VIII Il primo miracolo di Gesù Bambino, tutti brani assai conosciuti dalla parte più anziana del pubblico, in stragrande maggioranza.
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Le celeberrime didascalie parlate di Dario fo, tra un grammelot e l’altro, sono ben presenti  nello spettacolo che Pirovano porta in giro da anni in tutto il mondo. Nel testo, di per sé sempre attuale nella sua globalità,  sono stati inseriti nelle didascalie in italiano alcuni riferimenti all’attualità politica italiana e non, riferimenti corretti che si mantengono nel solco segnato da Fo.
Bravissimo Mario Pirovano soprattutto per quanto riguarda la gestualità che ricorda da vicino quella del grande giullare. Uno spettacolo di livello in cui è difficile trovare momenti di semplice imitazione poiché la verve e la bravura dell’interprete, cresciuto alla scuola di Fo e Franca Rame, sono soprattutto farina del suo sacco. Bravo! E spettacolo da vedere. (a.r.)