SARA CHE NON SAI - 1989/90

I
Sonaglio
 
Dunque Sara serena
sonoro sonaglio che smuovi
per curve
l'urlìo del rifarsi le radici...
gli uomini del verde sono
impietosi assai:
lascian monconi a bave di lucertole...
 
II
Tabula rasa
 
Dicasi una tabula rasa
dove piove dentro di sghembo:
fa parte dell'hobbistica la vita
con un po' di cartelli cave canem.
 
III
Briciole
 
Un gran parlar di briciole
girando attorno al ciò che ci dispiace
donne di maggio e cavalieri d'inverno
in un frastuono qui di ferrotubi...
 
IV
Ballerina
 
Alla Ghisolfa sta una ballerina
si succhia il pollice dei suoi tre mesi
è che la vorrei cullare e darle
del tu, ma con riguardo...
 
V
E stai tu Sara ninnata
 
E stai tu Sara ninnata
nella tua metà del cielo
a cavallo dell'abbecedario
su cui ricomputo la vita.
 
Avevo studiato un suono bello
per cercarti quando non c'eri
ora m'impaccio al primo la...
 
VI
Non esiste un trattato
                           a mia moglie
 
Non esiste un trattato
di Biologia Generale che spieghi
ciò che ci aliena
 
Ricordi, Carla, il Gabriele
quello nel viale
coi sugheri negli orecchi?
 
... e si va per chiese
con gli alberi che scorrono
i loro cannelli del gas
e son bollette dal conto salato...
 
VII
Valigie
 
Perché le valigie usate e smesse
costano care le abbiamo poste
lettere ed altro che si potesse
prenderle con facilità
all'in giro...
 
VIII
L'ape
                            a mia moglie
 
 A quarant'anni si è un poco strani
 tu Carla mi menavi al Giglio
 e andavi avanti per fissare alberghi
 io tra gli stami facevo l'ape:
 gli è che nessuno mi ha insegnato il miele...
 
 Vedersi i barchini notturni
 uscire per il pesce..
 
IX
Angeli
 
E Sara nella sera tu non sai:
ci stanno angeli custodi e sono donne
col ventre piatto e dall'inguine teso
ma son conchiglie che per spire
tirano dentro il loro bel paguro
eremita tra ciarpami d'adresses...
 
X
Geografia
                      a mia moglie
 
Gran cosa la Geografia
quando le tue dita, Carla,
da lì dislocano
le bandiere del mio stare...
 
A cavalcioni d'un confine
stava l'ultimo cristo
a veder cadere le stelle...
 
XI
Una finestra appesa
 
... nel ricordo
una finestra appesa
con dita lievi a sfioro
sul rosso di gerani
e dietro cauti canti
un poco spersi stanno
canterani con libri...
 
... forse a sbalzi di lì
passa la storia
ma non c'è testo
che mi insegni
come impararti Sara
nel tuo vociare
e stare disperso ad audio spento...
 
 
XII
Piazza Risorgimento
 
D'attorno al Santo ci stavano siepi
nere mi obbligavano al giro largo
ah se si disperdeva!
 
Ora per farci star tutto
qui m'ammala una sinalefe...
 
XIII
Ciclista
 
Ricordo bene:
l'ultimo dio di Roserio
l'ho visto arrancare su un ponte
prima che il tram tagliasse il piazzale
e lo sguardo il giallo di margherite
incolte dietro
il chiosco chiuso del gelato
messo lì come un sasso d'altre storie.
 
Leggero era lo sforzo arcuato
per raggi non visti del palmer
dentro la fantasia ci pioveva
per dondolii ricurvi da bruco...
 
come dire un mio sistema copernicano...
 
XIV
Bovisa
 
Alla Bovisa un muro
è svolta per le biciclette
obbligata
 
e lì i vecchi cercano un passo
ma sono orti con l'uva fragola
l'ultimo inganno
ed io ti tengo lontana
 
come dire dolce manovra...
 
 
XV
Futuro
 
Futuro:
mangiando croissants forse alla Croisette
il Paradiso ti sarà servito
in esili calici lunghi e stretti
per sorsi brevi...
 
XVI
La Storia
 
Gran cosa, Sara mia, anche la Storia
 ci stanno lapidi e pochi savi
troppo esigui gli spazi per le scuse
 
Studiare la Gran Botanica e poi
 piantarvi un fagiolo lungo
per sortirne fuori...
 
XVII
Un gioco
 
Complice qualche ruga del muro
che nel curvarsi le inciampava
io ho rubato alla tua lanterna
zebre dalle righe gialle e blu
 
ma difficile è farne l'impacco
causa lo sbordo è un'emicrania
anche la bell'immagine.  Via...
 
XVIII
Scacciaguai            
                                          a mia moglie
 
Nel bestiario che d'abitudine ti porti
nella borsa a tracolla
il topo scacciaguai
occupa un gran posto
credo abbia coscienza del mondo
 
questione di roditura: dal basso...
 
 
XIX
Periferie
 
Stanno soli a macchie nere
e sono bitumi su muri di cinta
 
nell'altra Astronomia
mi succhiano le dissolvenze:
la precisione del non definito...
 
XX
Mon Repos
                    a mia moglie
 
Lo chiamammo Mon Repos
quel sasso nella cala di Lacona
i piedi a mollo
un granchio rinculando s'inrenava
in una danza sua
della fortuna
senza chiedere avalli alle Scritture...
 
 XXI
Beauty
 
Bene conobbi le nebbie che padane
nel mezzogiorno lente si sfanno
attorno al rosso degli aceri
e dentro la carezza
di molli radici che lunghe
tessono tele per poco scampo...
 
nel tuo beauty
ho lasciato forbicine ricurve
in caso di bisogno...
 
XXII
Al rotondo lì delle vie
                                            a mia moglie
 
Al rotondo lì delle vie
io studio congiunzioni e tangenti
in senso di linee che rosse
fanno tele di ragno
alle anse di fiumi lontani
dove s'impaurì
il mio primo abbecedario
e sono calendari spessi
come muri che trombe
non abbiamo per abbattere
dove serena ti insinui...
 
XXIII
Bovisa FS
 
Un'occasione e ti smarrisce il treno
che alle quindici e diciannove
taglia per fischi la Bovisa in due...
 
Strana cosa il viaggiare
che sposta soglie ad ogni fiato
basta un sussulto dal quotidiano
per vedere lo stracciarsi degli alberi
e l'invenzione sciocca dello stare...
 
XXIV
Nel taglio degli occhi
 
Nel taglio degli occhi vi sono
nebbie sode e dure come, se vuoi
proverbi antichi
che difficile è andar dentro
con i nostri cavalli
con sacche lise da supermercato
con piroette da pagliacci
con quel che poco...
 
fiumi d'Europa scendono lenti
sperdono fumi dai letti:
vedere se il pesce ancora ci campi...
 
 
XXV
Luino
 
Ben so come verso Luino
in sosta sopra al lago
per calme di corni lunari
una canzone mi vinca
e per cerchi il gioco del sasso
sminuzzi del paesaggio i contorni
e poche tracce di sapere...
 
nota a margine:
ascoltare il refrain dell'imbecille
dentro la notte lunga e frontaliera
 
XXVI
Giro di Lombardia
 
Ricordo bene:
i pelabrocchi li si attendeva
in cima alla salita
gli ultimi senza numero...
 
sfrattati per fatica
dall'Aritmetica
s'aggrappavano alla Meccanica
a denti stretti...
 
lo scatolino del mastice
fu trovato in tasca allo zio
piegato contro un tram
in una curva al Sabotino
 
grippati i congegni...
 
XXVII
Democracja
 
Per quanto sta nel mio
bene si staglia:
il nonno fascista teneva
nella madia di cucina
una scatola per caramelle
la usava per il tabacco
c'era scritto Democracja
e veniva dalla Russia...
 
... dicono Sara mia,
che la politica sia sporca:
forse era per questo che la nonna
con l'aceto sgrassava l'armadio,
un rito al lunedì...
 
XXVIII
Novembre
 
Stanno a Milano certe notti fonde,
traslucide, sul fare del novembre,
e sono carezze (lì nella pioggia).
Potresti sentire spioverti i corni
di cacce antiche giù dalle gronde.
 
Memorandum:
in quelle notti osano stare ritti
gli ultimi spiccioli di nostri santi...
 
XXIX
Camole
                                  a mia moglie
 
Ci sono camole
- tu le chiami cartarie -
che sono solite per libri muoversi
e prima di togliersi in farfalla
brucano particole di sintassi:
le più infide succhiano finali
e son buchi che pesano un tormento
per chi qui non ha il flit della Sapienza...
 
XXX
Biricca
 
Biricca questa vita che sbaracchi
non richiede il placet a stella alcuna...
alcune di quelle svagano dolci
dalla lampada che ti trastulla..
 
L'altra vita noi l'abbiamo celata,
tenera cura, dietro l'anta spessa
dello stagionale che fa lo sfondo
agli intimi guasti del non sapere...
 
XXXI
Autunno
 
Per turbolenti tonfi ma leggeri
di foglie rosse e di minuti sterpi
che fanno mulinello sotto il ponte
cortecce ed altre croste qui vi crescono...
 
Se ben ricordo
dopo un autunno bello nel colore
la nonna là metteva in salvo il sale...
 
 in caso d'alluvione...
 
XXXII
Il passeggio
 
Gran cosa il passeggio serale
prestando l'orecchio
agli scricchi di stecchi
che vanno sotto i passi...
 
vien voglia di star lì
come un breviario appeso
al cancello dell'oratorio
a lasciarsi evadere minime
stelle del buono che si ha
prima che il dolciaio chiuda la cler
 dove svolta il tram...
 
come dire chicchi o sementa
da lasciar crescere
senza curarsi della Scienza Agraria...
 
XXXIII
Circo
 
Bene conobbi
le piste segatura dei circhi
non c'è tomo d'Estetica
che sappia compendiare
la genialità degli antipodisti...
 
Vedere inoltre gli elefanti lievi
danzare sopra i ventri piatti
di ballerine ossute
 
che è tutto un gioco in levare
il vivere che qui si fa...
 
XXXIV
Pagine gialle
 
Bene la brina che gelida abbianca
 d'attorno al rigore
degli alberi a cannelli
lo stupore e le cose del non-dire:
una sorta d'intima lavanda..
 
Per chi cercasse di scovare un dio
sditare anche tra le pagine gialle
alla voce "imbianchini"
 
XXXV
Pietra Ligure
 
Il mare
lento qui ci risacca il mondo
e l'inverno spiove giù dorato
dalle spalliere morbide e colline...
 
è facile stare con i manichei
quando il buono è una porzione
di bello che bene ci nutre...
 
XXXVI
Astrologia
 
Dislocando con quiete gli astri
fai gran smossa del mio passato
e tutta la storia attorno muove
alla tua mela sonora di peluche
 
sto qui col cappello di Merlino
seduto e comodo nell'Astrologia
e colle penne dell'uccello lira
tiro fuori i mille e più refusi
che mi son rotolati alle spalle
mentre le stelle mi dormivano...
 
XXXVII
Cin-ci-là
 
Ha baffi da oleografia
il guitto che sta ai giardini
e canta "Cin-ci-là"...
 
nel porgere il cappello
al tintinnìo del soldino
vi sta la scienza esatta della Clownerie
di cui non discettano i filosofi..
 
star lì a vedere l'orso ballerino
che nulla chiede alla Fenomenologia...
 
XXXVIII
Proverbio
dal Passo del Barberino
 
Questi nevi improvvise
recano qui nevicari lombardi
quando sotto la neve pane...
pane e semenza...
 
proverbiale fu la nonna che gialla
sfilava la polenta...
 
XXXIX
Perusia
 
Per usi antichi ancora mi sperdo
per segni che si scivolano via
finché un grifo lì come fosse un dio
non mi legherà al so...
 
un te e due cornetti gli extra
del conto d'albergo nell'antica Perusia...
 
XL
Pappa
 
Oh Sara mia che ti impiastri il capo
con la mousse casalinga di vitello
dicono che la Nouvelle cuisine
sia una scienza esatta...
 
sarà per un errore del gourmet
che a volte qui nel gran pathé
mi chiamo fuori dall'amalgama...
 
XLI
La Cibernetica
 
Tu Sara che di Cibernetica
ancora poco sai
mi chiudi la sera col primo guaio:
steso sul tavolo sta il tuo carillon
(dicasi ingroppo di spago chinese)
ed io di sopra mi sento
il Gran Gubernatore
preso nel far girar le molle
nel giusto senso
 
Non è impresa da poco
per chi non sa dell'Armonìa...
 
XLII
La casa rossa
 
Per quel che del sentire sta nel mio
ancor mi sorprende la casa rossa
dove ricercai la cosa spersa,
nella camera più silente, l'appartata,
ninnolo, bambola biscottata...
 
Nella finestra
un nero populare
lance di sole ferivano agli occhi
la nonna col grembiale...
 
 conobbi l'amante traditrice
il prosciutto col sale
nel pane che non sa...
 
meglio star lì con le palle all'aria
lasciarsi spiovere quel poco che v'entrava..
 
questioni d'anagrafe proletaria...
 
XLIII
La prima parola
 
La prima parola che hai calato
è stata un'infilera
di sillabe belle.  Dove ci stava
il mondo intero
con i suoi angoli di peluche...
 
di sicuro era un liquido palindromo:
un arrovescio della vita
senza dover scalfire spazio alcuno...
 
XLIV
Calza rosa
 
La dispensa nella casa di Lesa
per caso o sbaglio ha ospitato
d'una tua calza smessa il rosa...
 
...sarà per giusta causa
che ora là inquina la storia di cose
antiche: souvenirs e tondi floreali
come dire sberleffo
a chi con cura stipò per maglie strette
i segni, gli sfiori e i sensi...
 
per l'Archivistica tu non hai rispetto...
 
XLV
Ninnananna
 
Sonora è la soglia al sonno
fra la tua voce sonaglio
e il bisbiglio che si fa d'intorno
lerillerillelero lerillerillelà...
 
...dentro il ninnarti buio
ci sta l'hangar della mia anima:
la pecora nel bosco, bum!
prima o poi belerà...
 
XLVI
Piccioni
 
Ogni balcone deve avere
i suoi nemici giurati.
Del mio sono neri
intraprendenti piccioni malmessi:
sguazzano terre, spogliano radici...
a sera è gran da fare
lo star ricurvi
a ricollocare semi e sapienza
di quel che ho fatto...
 
XLVII
La bestiola
 
In ciascuna delle facce dei suoi occhi
va accumulando della realtà
briciole di sapienza in dondolo
la bestiola sul filo
il più lungo, capovolta...
 
...nelle zampe minute
addensa risparmio su risparmio
lo sforzo al fine di fuga
futura in sere d'agguato
e fa tele delicate
in cui consuma la rampogna
del da sé reclusa...
 
tra tutti i ragni
il poeta è bestia sublime...
 
XLVIII
Radici
 
Ogni corpo le sue mosse
radici deve avere
da qualche parte
che pur sia vaga e sprecisa...
 
... ho scovato le mie per lucidi
d'acque nei dintorni rumore di Brera
personali labirinti interrotti
dalle scie striate dei bus
arancione la gente
compressa che chiacchiera
"Via Montebello è tutto un mercato
il lunedì"
e sono le sporte
colme d'autobiografie
rabberciate alla meglio...
 
I tuoi piedini propensi allo sdrucciolo
si votano di certo al naufragio
nella pozza che frange e infanga
il capovolto di un gran palazzo...
..."che ci vogliono assi spesse
falegname era mio padre
e forse un cugino del nonno
anche carpentiere
lo si andava a trovare la domenica
colazione al sacco
giù da treni operai
gli occhi fissi al bianco dell'uovo
che sodo reggeva ai balzi
della rana di latta"...
 
lì o in altri spazi simili
per erbe brezze e merli
più tardi s'accucciò odorosa
l'immagine tua futura...
 
La nonna tirava su la tovaglia
e si tornava nel rumore...
come dirlo ora attorno alla tua bocca aperta
che non sa se piangere o chiamare...
 
IL
Toboga
 
E qui in continuità di bellezza
t'ho colta poco prima del sonno
nella bocca un bianco impiastro
s'arrota la lingua equilibrista
in cerca di tentati messaggi...
 
... in quel rosso arco precario
smosso su-giù toboga d'infanzia
a furia di contar fiabe insinuo
il seme di quella poca sapienza
che in tua attesa ho cullato...
 
...e sfumano via le biciclette
addietro il rosso d'aceri mossi
in gran filari in cima al prato
in cima a un maggio di gran sole...
 
L
Tornando da Roma
 
Il treno sta stretto ai suoi
binari e straccia
videate di paesaggi che rossi
nel sole già basso s'allungano
dietro le spalle languide
penetrando private infanzie
tra nero e nero di tunnel-rumore
(le mani, le mine, il lavoro, ah!)
 
La gran signora campagna ha i suoi
ventagli gialli di ginestre
qui dietro come pacchi
di sale su di una soglia di sasso
ho lasciato del mio
vorrei che un giorno tu
cauta qui venissi a riscoprirlo...
 
il sole si spegne che è Arezzo...
 
LI
Musocco
 
Ancora tre anni sotto terra
"indecomposto"
l'uomo col grembiale emise il suo verdetto.
 
V'è sapore d'allegrìa
sui tram che vanno a Musocco
dove si svanisce il nostro sugo;
scampanellano sul curvone,
c'è idea di gita fuori porta
un tempo azzurro
 dopo i ponti estremi...
 
 ...rimbalza la tua palla sonora
contro il muro dei nostri morti.
 
LII
Carrara
 
Tu Sara che non sai
sul far dell'anno
irridi a un tuo tesoro arcano
trovato nella rena
diciamo un osso di seppia
che solo così lo so...
 
e allora tu Sara non sai
quanti tac chiudono cerchi
attorno a quella e a questa nudità...
 
è per bisogno che ti ho scelto
compagna e guida
guardar le navi uscire
nel mare di sotto Carrara
chiusa in un nero
di nubi che spaventa,
ma altri...
 
LIII
Conclusione
 
Mentre qui, tra gingilli delicati
che abbiamo posto fuori
la tua portata: che sassi a segno
sono del nostro attenderti vagando,
sfioro, ed è carezza, il corno d'osso,
che al tuo futuro abbiamo votato,
stringi le spalle al collo,
apri le palme e gli occhi
e in una sequenza di versi acuti.
dici che uno prima o poi alla vita
ci si abitua...